lunedì 17 maggio 2010
domenica 9 maggio 2010
A União Europeia ---- Dia da Europa
LISBOA
CLUBE EUROPEU
ESTRELAS DA UNIÃO EUROPEIAA professora tem um molde de uma estrela e fez várias estrelas, como as que estão na bandeira da União Europeia.
No dia 5 de Março, dia do aniversário da nossa escola, pintámos as estrelinhas de várias cores. A seguir, vamos colocar um fio em cada uma das estrelas e talvez oferecê-las…
Estrellas de la Unión Europea
La profesora tiene un molde de una estrella e hizo varias estrellas, como las que están en la bandera de la Unión Europea.
El día 5 de Marzo, día del aniversario de nuestra escuela, pintamos las estrellitas de varios colores.
A continuación, vamos a poner un hilo en cada una de las estrellas y tal vez regalarlas…
Stelle dell'Unione Europa
La maestra con lo stampo di una stella ha fatto varie stelle, come quelle che stanno nella bandiera dell'Unione Europea.
Il giorno 5 di Marzo, giorno dell'anniversario della nostra scuola, dipingiamo le stelline di vari colori. Di seguito, mettiamo un filo ad ognuna delle stelle e forse...
Mobile da Paz
No Natal, fizemos um “mobile” com pombas de
Cartolina branca pintadas com as cores das
Bandeiras dos países da União Europeia.
A pomba é o símbolo da Paz porque, como conta
a Bíblia, foi esta ave o primeiro animal da arca de
Noé a ser libertado,no fim do Dilúvio. A pomba
regressou com um raminho de Oliveira no bico;
isto queria dizer que a Terra já estava seca e que
todos os animais poderiam sair.
Tinha acabado o castigo de Deus e a Terra estava
de novo em paz.
En Navidad hicimos un “móvil” com palomas de cartulina blanca pintadas
con los colores de las banderas de los países de la Unión Europea.
La paloma es el símbolo de la Paz porque, como cuenta la Biblia, fue este ave
el primer animal que fue liberado del arca de Noé tras el Diluvio.
La paloma regresó com una ramita de Olivo en el pico; esto quería decir que
la Tierra ya estaba seca y que todos los animales podrían salir.
Se había acabado el castigo de Dios y la Tierra estaba de nuevo en Paz.

Per Natale abbiamo fatto un "mobile" com colombe di cartoncino bianco
dipinte coi colori delle bandiere dei paesi dell'Unione Europea.
La colomba è il simbolo della Pace perché, come dice la Bíbbia, fu questo uccello
il primo animale che fu liberato dell’Arca di Noé dopo il Diluvio.
La colomba ritornò com un rametto di Olivo nel becco; questo voleva dire che
la Terra g ià era secca e che tutti gli animali potevano uscire. Era finita la punizione
di Dio e la Terra era di nuovo in Pace.
Día de Europa en EQUIPEUROPA. Giorno dell'Europa nel EQUIPEUROPA.
Nuestros emigrantes . I nostri emigranti.
Imagen: http://www.guiarte.com/noticias/america-en-asturias.html
Unas tuvieron suerte y lo lograron, pero otras quedaron pobres.
Alcune persone ebbero fortuna e riuscirono, ma altri rimasero poveri.
Las personas que consiguieron, a base de esfuerzo y sacrificio, tener una gran fortuna y volvieron al lugar donde habían nacido y vivido antes de irse, construyeron casas lujosas y extravagantes -casonas o palacetes de estilo colonial- delante a las que plantaron habitualmente palmeras. Tambien hicieron cosas parar mejorar la vida de sus vecinos: construyeron escuelas, iglesias, casa consistoriales, carreteras, hospitales, asilos, traídas de agua y de luz eléctrica, etc.
Le persone che ottennero, con sforzo e sacrificio, una gran fortuna, ritornarono al luogo dove erano nati ed abitato prima di andare via. Costruirono case lussuose e stravaganti, casone o palazzine di stile coloniale, davanti alle quali piantarono abitualmente palme. Fecero anche cose per migliorare la vita dei loro vicini: costruirono scuole, chiese, municipi, strade, ospedali, asili, condutture d'acqua e di luce elettrica, etc.
En Colombres -Asturias-, una casa palacio de un rico indiano -así eran llamados-, denominada La Quinta Guadalupe, se ha hecho sede de La Fundación Archivo de Indianos - Museo de la Emigración.
Es un Centro de Documentación y Estudios sobre la Emigración Española a América.
In Colombres - Asturias, una casa palazzo d'n ricco indiano -così erano chiamati-, denominata La Quinta Guadalupe, è ora sede della Fondazione Archivio d'Indiani - Museo dell'Emigrazione.
È un Centro di Documentazione e Studi sull'Emigrazione Spagnola in America.
Foto: http://www.el-caminoreal.com/geo/museos/archivoindianoscolombres.htm
En Asturias también hay una estatua llamada La madre del emigrante.
In Asturias c'è anche una statua chiamata La madre dell'emigrante.
Foto: http://blog.educastur.es/inmersion/2007/06/20/la-madre-del-emigrante/
Está en Gijon y está mirando al mar porque está esperando el regreso de su hijo...
E’ in Gijon e sta guardando verso il mare perché sta aspettando il ritorno di suo figlio...
Foto: http://old.crazyflick.com/2009/03/26/la-madre-del-emigrante/
venerdì 7 maggio 2010
Cumpleaños eTwinning. Compleanno eTwinning.
Y nos unimos así a otros diferentes, variados, originales, divertidos... actos organizados en toda Europa.
Siamo a molti chilometri, ma abbiamo avuto l' iniziativa d'organizzare la stessa attività e una piccola-grande festa per festeggiare simultaneamente i 5 anni d'eTwinning. E ci uniamo così alle altre differenti, varie, originali, divertenti... iniziative organizzate in tutta l'Europa.
http://www.lecodelsud.info/2010/05/gli-alunni-del-i-circolo-di-lauria-bruciano-le-tappe-sempre-piu-cittadini-europei-con-il-twinnig/
lunedì 26 aprile 2010
Immigrati ed emigranti
Maria ha fatto bene a ribellarsi al padre e fare amicizia con Muti che non era per niente cattivo.
Quando abbiamo finito di leggere il libro abbiamo provato una sensazione di disgusto verso il padre di Maria, perché non ha saputo controllare il suo livello di razzismo. Lui non accettava di avere vicini provenienti da un altro paese ed ha tentato di cacciarli via dalla città. L’unica persona saggia, di quella storia, per noi è Maria. Anche se il padre le aveva proibito di parlare con i vicini, lei ha fatto amicizia con uno di loro: Muti. Questa storia è vera. Molte persone al giorno d’oggi, nel nostro paese, non accettano gli stranieri e li fanno vivere in uno stato pietoso. La gente, quando vede un povero in mezzo alla strada, non si preoccupa di chiedersi “Forse potrei esserci io al suo posto” sono cose che ci disturbano e non le tolleriamo. Per questo cerchiamo di aiutare le persone al momento del bisogno, perché fare del bene è meglio che ricevere regali materiali, il regalo più grande è l’amore.
Anni fa eravamo noi italiani ad emigrare in paesi lontani. Molti andavano in America. Ecco cosa scriveva l’ufficio immigrazioni nel 1912 a proposito degli immigrati italiani:
“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”
Avete capito male, non è una fuga di notizie dalla sede della Lega, ma è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.
La relazione continua così:
“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare.
Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.
Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia.
Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.
No les gusta el agua; muchos de ellos apestan porque llevan la misma ropa durante muchas semanas.
Se construyen chabolas de leña y aluminio en las periferias de la ciudad donde viven, unos al lado de otros.
Cuando logran aproximarse al centro, alquilan, a un precio caro, apartamentos en ruinas.
Se presentan normalmente de dos en dos y buscan una habitación con uso de la cocina. Después de pocos días se convieren en cuatro, seis, diez.
Entre ellos hablan lenguas incomprensibles para nosotros, probablemente antiguos dialectos.
Muchos niños son utilizados para pedir limosna, pero con frecuencia delante de las iglesias, mujeres vestidas de oscuro y hombres casi siempre ancianos invocan compasión, con tonos lamentosos y petulantes.
Tienen muchos hijos, que cuesta mantener y están bastante unidos entre ellos.
Dicen que se dedican al robo y, si se les ponen obstáculos, son violentos.
Nuestras mujeres los evitan, no sólo porque son poco atractivos y salvajes, si no porque se ha difundido la voz de algunas violaciones consumadas despuès de una emboscada en calles periféricas cuando las mujeres regresan del trabajo.
Nuestros gobernantes han abierto mucho las entradas a las fronteras, pero, sobre todo, no han sabido seleccionar entre los que entran en nuestro país para trabajar y aquellos que piensan vivir de expedientes o, incluso directamente, de actividades criminales.”
Habéis entendido mal, no es una fuga de noticias desde la sede de la Lega, sino que se trata de un trozo de un informe del Inspector/ado de Inmigración del Congreso Americano sobre los inmigrantes italianos en los Estados Unidos, Octubre 1912.
“Propongo que se privilegien a los del Véneto y a los lombardos, cortos de entendederas e ignorantes, pero más dispuestos que los otros para trabajar.
Se adaptan a las viviendas que los americanos rechazan con tal que las familias permanezcan unidas y no replican al salario..
Los otros, aquellos a los cuales se refiere gran parte de este primer informe, provienen del sur de Italia.
Os invito a controlar los documentos de procedencia y a repatriar a la mayoría.
Nuestra seguridad debe ser la primer preocupación”.
Noi li abbiamo immaginati così:
Tutto ciò succedeva a noi italiani nell'altro secolo, ma oggi, nel 2010, molti immigrati arrivano in Italia in cerca di lavoro ed asilo politico. Sembra che la storia si ripete. Anche loro vivono male, spesso sono oggetto di razzismo e vivono in case fatiscenti.
Classe V B
domenica 18 aprile 2010
Racismo y xenofobia: injustos. Razzismo e xenofobia: ingiusti.
Aunque ellos -los vecinos- tengan otras costumbres, siempre hay que respetarlas para que ellos respeten también las nuestras. Tienen su religión como nosotros tenemos las nuestras. Todo el mundo debería respetar a los demás y así poder vivir todos en paz.
Aunque todavía hay mucho racismo en el mundo, yo creo que se debería terminar y así poder vivir todas las culturas juntas; y todas y todos tener unos derechos iguales y vivir tranquilos.
Il racconto "I Grufos" tratta del razzismo e della xenofobia. La mia opinione su questo è che tutto il mondo ha gli stessi diritti fondamentali e, pertanto, le persone hanno diritto di vivere degnamente dove vogliano, ad un buon lavoro e allo studio.
Anche se loro - i vicini - hanno altre abitudini, bisogna sempre rispettarle in modo che loro rispettino anche le nostre. Hanno la loro religione come noi abbiamo la nostra. Tutto il mondo dovrebbe rispettare gli altri e così potremmo vivere tutti in pace.
Benchè ci sia ancora molto razzismo nel mondo, io credo che dovrebbe finire da poter vivere tutte le culture insieme, tutte e tutti con uguali diritti e vivere tranquilli.
Rubén F.D.
6ºB E.P.













